.... / Cosa puoi “vedere” al MU.CE.

Il Museo racconta le vicende storico artistiche e culturali di un territorio che si trova lungo una millenaria via di comunicazione dove passavano persone in viaggio e le merci di etruschi, greci, romani, bizantini da e per l’approdo di Genova. 

Il chiostro più antico del complesso monumentale della Certosa: risalente al XIII secolo, nonostante abbia subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni, restituisce la visione medievale della struttura. È caratterizzato da un'architettura gotica con arcate su pilastri, e impreziosito da 16 colonne in marmo e cornici in Pietra di Promontorio visibili nel loggiato superiore del 1500. Il chiostro ha recentemente subito un’opera di restauro importante che ha portato alla luce, quanto più possibile, l’originale configurazione.

Al centro del chiostro, incastonato tra quattro aiuole, il pozzo centrale è un elemento di grande valore storico e simbolico. Circondato da due cerchi concentrici di pietre bianche e nere realizzati con la tecnica del risseau, il pozzo testimonia il sofisticato sistema di canalizzazione ideato dai monaci per convogliare l'acqua piovana verso la Certosa. Alcuni ritengono che questa fonte fosse tradizionalmente conosciuta come il "pozzo della vita eterna", un nome che ne sottolinea il significato spirituale e vitale per la comunità.

Le quattro splendide piante di ulivo presenti nel chiostro sono un omaggio alla tradizione agricola secolare del territorio. Nel XIII secolo, Bartolomeo Di Negro, un benefattore di una ricca famiglia genovese, donò ai monaci certosini un terreno poco popolato nella valle del Polcevera, comprensivo di un mulino, vigneti, uliveti e alberi da frutto. Questa donazione non solo rappresentava un segno di magnificenza della famiglia, ma anche un modo per preservare e valorizzare la vocazione agricola della zona, garantendo al territorio la possibilità di essere coltivato e sfruttato dall’operato dei monaci e dalla comunità che li circondava.

Numerosi reperti, attrezzi e strumenti provenienti dal Museo di Storia Contadina al Garbo raccontano la ricca tradizione agricola della Liguria degli ultimi secoli. Ogni oggetto esposto nella sezione del chiostro dedicata al museo contadino è una testimonianza del passato: dalle attività di allevamento e pascolo al faticoso lavoro di fienagione e alla costruzione e manutenzione dei caratteristici terrazzamenti liguri. Viene illustrata anche la produzione di vino, olio e miele, insieme a tradizioni e mestieri che hanno caratterizzato la vita rurale della regione. Un viaggio nella memoria che celebra la fatica, la maestria e la resilienza delle comunità contadine liguri. 

Tra i nuovi spazi espositivi del MU.CE. si possono ammirare due sale al piano terreno e la cosiddetta "cella del monaco". Grazie alle vedute aeree, ai documenti d’archivio e ai rilievi effettuati durante i lavori di restauro, si è potuto concludere con una certa sicurezza che questi ambienti, situati attorno al chiostro, ospitavano originariamente le celle dei Padri Certosini, in tutto dieci. I Fratelli Certosini erano più numerosi.

I lavori di restauro, avviati dopo il crollo avvenuto nel 2014, hanno portato alla luce due locali sovrapposti di circa 40 mq ciascuno, uno dei quali è oggi utilizzato come biglietteria del museo. Nelle due sale al piano terreno sono visibili importanti elementi architettonici appartenenti a diverse epoche storiche, stratificatesi nel corso dei secoli, oltre a una suggestiva vasca con il fronte in ardesia.

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